Gole Di Tiberio, un luogo perfetto per chi desidera un contatto autentico con l’ambiente, lontano dal caos e dai ritmi frenetici dei centri abitati
Gole di Tiberio, un angolo nascosto e sorprendente della Sicilia, rappresentano una delle meraviglie naturali più affascinanti delle Madonie, dove acqua, roccia e storia si intrecciano in un paesaggio unico e suggestivo.
Flora endemica, fitti boschi, ampi prati, panorami alpini, cime innevate per diversi mesi dell’anno: sono queste le immagini che vengono subito in mente quando si parla delle Madonie. Raramente si pensa a luoghi con abbondanti acque, perché la maggior parte delle zone montuose è infatti priva di fiumi e laghi, soprattutto nelle zone centrali dove la natura calcarea del suolo fa sì che l’acqua provenga dalla pioggia e dalla neve appena sciolta, piuttosto che scorrere in superficie, ma si infiltrarono rapidamente nel sottosuolo formando fiumi sotterranei.
Un angolo nascosto tra roccia e acqua
Tuttavia, in una profonda vallata all’incrocio tra Castelbuono e San Mauro-Castelvede, a est delle Madonie, si nasconde un luogo di incantevole bellezza, dove l’acqua e la roccia sono le protagoniste.
Qui le acque del fiume Pollina in inverno sgorgano, erodendosi nel corso di milioni di anni e formando affioramenti di calcari mesozoici, creando uno degli ambienti più affascinanti e suggestivi della Sicilia.
Si tratta di un piccolo canyon, da sempre chiamato localmente come “Mirìcu“, meglio conosciuto oggi come Gole di Tiberio, dal nome delle vicine Case di Tiberio, un piccolo villaggio abbandonato e ormai quasi del tutto scomparso.
Un canyon è uno stretto cunicolo incuneato nel terreno, lungo circa 200 metri, con pareti alte fino a 15-20 metri. Questi a volte sono appesi verso l’interno, come per essere riuniti verso l’alto, risultando in un ambiente molto scenografico. Percorrerli, con un gommone che scivola dolcemente sulle calme acque che li percorrono, è un vero spettacolo perché, nonostante il loro modesto sviluppo, offrono sempre nuovi e spettacolari scorci: quando la parete opposta si fa Stretta a tal punto che si pensa si possono toccare semplicemente aprendo le braccia; quando il muro si chiude per bloccare i tuoi progressi, vedilo solo apparire lentamente mentre continui a scivolare sull’acqua.

Consigli per la visita
La profondità dell’acqua nella gola può raggiungere i 5-6 metri in alcuni punti e le pareti sono lisce senza morsetti. Questo dovrebbe far riflettere chi vuole attraversarli a nuoto, poiché le acque pesanti del fiume sono molto faticose e il percorso non offre possibilità di sosta. Se vuoi davvero nuotare, è meglio camminare per pochi metri fino all’inizio del canyon, e poi tornare indietro per prendere una piccola barca attraverso il canyon, in modo da goderti l’intero spettacolo in tutta tranquillità.
Le Gole di Tiberio offrono uno spettacolo mozzafiato con i loro giochi di luce, particolarmente suggestivi nelle prime ore del mattino. L’acqua cristallina è colorata dalle graziose piante acquatiche che la abitano, e lungo le pareti si aprono piccole cavità che, all’inizio del percorso, possono essere facilmente esplorate. Un grande masso sospeso tra le alte pareti attira immediatamente l’attenzione dei visitatori.
Ma non sono solo gli elementi naturali a catturare l’occhio del visitatore. Infatti, numerosi uccelli hanno scelto queste gole come luogo di nidificazione, occupando ogni buco e sporgenza disponibile. Le anguille, che nuotano veloci nell’acqua limpida, sono un chiaro segnale della sua purezza. Inoltre, i granchi di fiume, che sono purtroppo scomparsi da molti altri corsi d’acqua, si possono ancora trovare qui, testimonianza di un ecosistema intatto. Non mancano nemmeno i fossili di gasteropodi, risalenti a circa 150 milioni di anni fa, che aggiungono un fascino preistorico a questo luogo magico.
Le Gole di Tiberio sembrano essere una meta ideale per gli amanti dell’escursionismo e degli sport acquatici. Grazie alla tutela dell’Unesco, quest’area naturale ha potuto mantenere la sua bellezza incontaminata e la sua ricchezza geologica, che la rendono un luogo di grande interesse per gli appassionati di geologia e di scienze naturali. Le guide dell’associazione Madonie Outdoor ASD sembrano essere un’ottima risorsa per organizzare escursioni e attività all’aria aperta. Inoltre, la presenza dell’area attrezzata La Rocca con i suoi servizi di bar e parcheggio, sembra rendere l’esperienza delle Gole di Tiberio ancora più comoda e accessibile per tutti.
Indicazioni
In auto: Dall’autostrada A 20 Palermo – Messina, uscire al casello di Castelbuono oppure Tusa e seguire in entrambi i casi la direzione per Finale di Pollina; superato il paese (arrivando da Castelbuono) o prima del paese (giungendo da Tusa) imboccare la provinciale SP 52 per San Mauro Castelverde (Pa); a 8 km (bivio Borrello) prendere a destra e proseguire sulla provinciale SP 60 per oltre 1 km fino al bivio Tiberio; qui sempre a destra percorrere la stradina (prima asfaltata e poi sterrata) per circa 700 m fino all’inizio dell’area attrezzata La Rocca dove inizia il sentiero che conduce alle Gole.
In treno: È possibile servirsi anche del treno Palermo-Messina scendendo alla stazione di Pollina (distante 10 Km dalle Gole) o a quella di Cefalù (25 Km). Da queste due stazioni coloro che prenotano un’escursione con l’associazione Madonie Outdoor possono usufruire di un trasferimento per le Gole di Tiberio andata e ritorno.

Gole di Tiberio – Quadventure ph IG
Storia e leggende
Oltre alla bellezza naturale, le Gole di Tiberio raccontano anche una storia di interesse storico e culturale. Si narra che il masso sospeso fosse utilizzato dai briganti durante i mesi di piena del fiume Pollina per attraversarlo agevolmente, consentendo loro di spostarsi agilmente tra il territorio di San Mauro Castelverde e quello di Castelbuono. Questo dettaglio affascinante aggiunge un ulteriore strato di mistero e avventura a queste gole incantevoli.
Secondo un’antica leggenda, le acque delle Gole di Tiberio sarebbero connesse direttamente al mare, e tutto ciò che viene trasportato dal fiume finisce inghiottito qui e poi ritrovato in mare. Un’altra leggenda racconta che tra le alte pareti delle gole, di tanto in tanto, si materializzi un terribile e orrendo mostro che emette spaventosi suoni e ingoia interi animali, anche di grosse dimensioni come mucche e pecore.
Ma oltre alle leggende e ai racconti, le gole sono uno spettacolo autentico della natura, inserite in un contesto paesaggistico dal fascino singolare: a monte e a valle, il letto del fiume Pollina offre panorami incantevoli con cascatelle suggestive e piccole piscine naturali, che in primavera si animano con i vivaci colori dei fiori di oleandro. Intorno si estende una vegetazione lussureggiante e selvaggia, caratterizzata da olivastri, lentischi, euforbie arboree, pioppi e tamerici, intervallata solo di tanto in tanto da appezzamenti di uliveti e agrumeti.
Questa valle dalla bellezza primordiale è dominata dai suoni della natura: il rumore dell’acqua che scorre tra i massi levigati, il melodioso canto degli uccelli canori, il repentino e tumultuoso volo degli uccelli allarmati dalla presenza dell’uomo, il fruscio delle foglie degli arbusti mosse da una leggera brezza che si insinua tra le gole.
Un ambiente selvaggio, consigliato a coloro che amano la natura incontaminata e desiderano trascorrere qualche ora o un’intera giornata lontano dal caos dei centri abitati più grandi.
A cura della Redazione
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